Storia

1915

LA FUSIONE E LA NASCITA DELL’US LIVORNO

L’Unione Sportiva Livorno nasce il 17 febbraio 1915 dalla fusione di due società di calcio cittadine, la Virtus Juventusque e la Spes Livorno. In realtà l’accordo viene sottoscritto il 14 febbraio, ma la comunicazione arriverà tre giorni più tardi per paura della reazione dei tifosi delle due squadre, in quel momento divise da una forte rivalità.

Il primo presidente è Arrigo Galeotti, mentre come impianto sportivo si punta su Villa Chayes. Il colore sociale è l’amaranto, simbolo della città.

1919/20

LA FINALE SCUDETTO CON L’INTER

La Prima guerra mondiale interrompe subito le attività della nuova società, con la tifoseria che si ritrova più compatta alla vigilia del campionato di Prima categoria 1919/20, la massima serie italiana dell’epoca. L’Unione Sportiva Livorno, trascinata da un attaccante formidabile come il livornese Mario Magnozzi, supera prima la fase regionale e poi quella interregionale, raggiungendo la finalissima nazionale contro l’Internazionale.

Sul campo del vecchio stadio Sterlino di Bologna, gli amaranto restano in dieci per l’infortunio di Innocenti I e i nerazzurri ne approfittano chiudendo il primo tempo sul 3-0. L’Us Livorno reagisce nel corso della ripresa e si porta sul 3-2 grazie a una splendida doppietta di Magnozzi, ma non basta per riprendere l’Internazionale. E così sfuma il titolo di campioni d’Italia.

1942/43

DIETRO SOLO AL GRANDE TORINO

Negli anni ’20 l’Unione Sportiva Livorno rimane ai massimi livelli nazionali, con Magnozzi che entra anche nel giro della Nazionale italiana. Quella amaranto è l’unica squadra toscana al via della Serie A 1929/30, la prima edizione della storia a girone unico. Nel frattempo, nel 1933, viene inaugurato il nuovo stadio nel quartiere di Ardenza, oggi intitolato ad Armando Picchi. Ed è su questo campo che, nella stagione 1942/43, l’Unione Sportiva Livorno va ancora una volta a un passo dallo scudetto.

La squadra affidata a Ivo Fiorentini, ex tecnico dell’Ambrosiana Inter, vince le prime sei partite di campionato, compresa quella sul campo del Grande Torino per 2-1, e regala spettacolo in giro per l’Italia. Il duello tra gli amaranto e i granata prosegue per tutta la stagione, con l’Us Livorno che a un certo punto si ritrova con 4 punti di vantaggio sulle inseguitrici. Alla quartultima giornata, gli amaranto vengono sconfitti dalla Roma e superati per la prima volta dal Grande Torino che andrà a vincere lo scudetto in extremis, con un gol di Valentino Mazzola a Bari a pochi minuti dalla fine dell’ultima partita di campionato. Da ricordare i 12 gol di Teresio Piana, ma anche le prestazioni di alcune leggende amaranto come Mario Stua e Renato Raccis.

ANNI ’50-‘60

L’ADDIO ALLA SERIE A

La sospensione dei campionati a causa della Seconda guerra mondiale chiude lo storico ciclo amaranto. Alla ripresa dell’attività sportiva, l’Us Livorno si allontana dai vertici della classifica di Serie A e al termine della stagione 1948/49 retrocede in B: passeranno 55 anni prima di rivedere i colori amaranto in Serie A.

Gli anni ’50 sono quelli dell’esordio del livornese Armando Picchi, futuro capitano della Grande Inter, e di altri due livornesi destinati a rimanere nella storia amaranto, Mauro Lessi e Costanzo Balleri. Ma a livello di squadra è un periodo molto complicato, tanto che arriva anche la prima retrocessione in Serie C.

L’Unione Sportiva Livorno ritrova la Serie B nel 1964, grazie alla squadra allenata da Guido Mazzetti e trascinata dai gol della coppia Giuseppe Virgili-Luigi Mascalaito, e rimane nel campionato cadetto fino al 1972.

ANNI '70

IL PRIMO FALLIMENTO

Nei primi anni ’70 l’Unione Sportiva Livorno entra in crisi dal punto di vista finanziario e va incontro al primo fallimento della sua storia, datato 1973. Qui entra in scena l’imprenditore livornese Corasco Martelli, che rileva la società e resta in carica per quasi dieci anni, sempre in Serie C.

Il simbolo di questo periodo è l’attaccante italo-argentino Miguel Vitulano, uno dei più amati dalla tifoseria amaranto: indimenticabile il gol-vittoria nel derby a Pisa del 22 aprile 1979. Sfortunata invece la stagione successiva, con la squadra allenata da Tarcisio Burgnich che sfiora la promozione in Serie B arrivando terza alle spalle del Catania e del Foggia.

1987

LA COPPA ITALIA DI SERIE C

Nel 1983 l’Us Livorno retrocede addirittura in Serie C2, risalendo subito l’anno successivo grazie alla squadra da record allenata da Renzo Melani. È invece il 1985 quando arriva a Livorno un ragazzino destinato, nei primi anni 2000, a scrivere le pagine più belle della storia amaranto: Igor Protti.

Intanto la squadra continua a navigare senza particolari squilli in C1, ma al termine della stagione 1986/87 arriva un trofeo storico, la Coppa Italia di Serie C: nella finalissima con il Campania Puteolana, gli amaranto di capitan Maurizio Manetti ribaltano l’1-0 dell’andata grazie a un netto 3-0 all’Armando Picchi e alzano la coppa meritatamente.

ANNI '90

L'ODISSEA E LA RIPARTENZA

A cavallo tra gli anni ’80 e ‘90 siamo in uno dei periodi più difficili dell’intera storia amaranto. Nel 1988 la società finisce in liquidazione e prende il nome di Pro Livorno, crollando nuovamente in Serie C2 al termine di un campionato disastroso.

Nel 1990 arriva l’imprenditore milanese Carlo Mantovani e la squadra torna a chiamarsi Livorno: per gli amaranto è un buon campionato, concluso sfiorando la promozione in Serie C1, ma nell’estate successiva la piazza è costretta a rivivere l’incubo del fallimento. La Federazione esclude gli amaranto dal professionismo per il nuovo il crac finanziario e la società, con la nuova denominazione Associazione Sportiva Livorno Calcio, deve ripartire dall’Eccellenza, campionato che domina e vince senza grossi problemi.

Dopo un altro anno a rischio per il futuro amaranto, ci pensa l’imprenditore pavese Claudio Achilli a risollevare le sorti della società: secondo posto in Serie D, ripescaggio in C2 e inizio di un ciclo che – al quarto tentativo – riporterà il Livorno in Serie C1 grazie alla vittoria nei playoff del campionato 1996/97, con Paolo Stringara in panchina e con i gol del capocannoniere del girone Enio Bonaldi, a segno anche nella finalissima vinta per 3-0 a Reggio Emilia contro la Maceratese.

Incredibile invece l’epilogo del campionato di Serie C1 1997/98: le 9 vittorie iniziali, la penalizzazione per presunto illecito sportivo, il successo a tavolino con il Siena cancellato dopo la fine del campionato e la delusione a Perugia nella finale playoff con la Cremonese davanti a 20mila livornesi (sconfitta per 1-0 ai tempi supplementari).

1999-2004

IL RITORNO NEL GRANDE CALCIO

Nel 1999 si chiude definitivamente l’era Achilli. Il nuovo presidente è l’imprenditore di origini calabresi Aldo Spinelli, ex patron del Genoa.

Il primo tassello dell’era Spinelli è il ritorno dell’attaccante Igor Protti, capocannoniere della Serie A 1995/96 con la maglia del Bari, che accetta di scendere addirittura in C1. Dopo una stagione di assestamento, arriva il tecnico Osvaldo Jaconi e al secondo tentativo – un anno dopo la tremenda sconfitta nella finale playoff con il Como – gli amaranto vincono il campionato al termine di un lunghissimo testa a testa con lo Spezia e tornano in Serie B dopo trent’anni. Storico il gol di Protti a Treviso alla penultima giornata, storica la data del 5 maggio 2002 che certifica il ritorno in B grazie al netto 3-0 sull’Alzano.

L’impatto con il campionato cadetto è ottimo: la squadra di Roberto Donadoni naviga sempre nella parte sinistra della classifica e mette altre basi per il futuro. L’estate 2003 è quella della conferma di Protti, dell’arrivo del bomber livornese Cristiano Lucarelli e della scommessa Walter Mazzarri, tecnico emergente che sulla panchina amaranto non sbaglierà un colpo. Per l’As Livorno è una stagione memorabile, chiusa con il ritorno in Serie A dopo 55 anni. La matematica arriva il 29 maggio 2004: 3-1 a Piacenza con gol di Ruotolo, Melara e Lucarelli. Alla fine gli amaranto chiudono terzi alle spalle del Palermo e del Cagliari dopo aver lanciato anche un giovanissimo Giorgio Chiellini, difensore che sarà una colonna portante della Juventus e della Nazionale italiana.

2004-2006

LA FAVOLA TOCCA L’EUROPA

Il ritorno in Serie A è storico: circa 10mila tifosi livornesi, moltissimi con una bandana in testa come sfottò nei confronti di Silvio Berlusconi, invadono San Siro e assistono a un sorprendente 2-2 contro il Milan grazie alla doppietta di Cristiano Lucarelli, che chiuderà la stagione da capocannoniere con 24 gol. Da ricordare anche un altro 2-2, quello di fine stagione all’Armando Picchi contro la Juventus, l’ultima partita di Protti prima dell’addio al calcio.

Gli amaranto chiudono il campionato al nono posto e nella stagione successiva faranno addirittura meglio, qualificandosi per la Coppa Uefa grazie alle penalizzazioni di altre squadre legate allo scandalo Calciopoli. L’avventura europea, la prima e unica della storia amaranto, è datata 2006: l’As Livorno passa il primo turno con gli austriaci del Pasching e supera anche il girone di qualificazione nonostante avversarie di spessore come i Glasgow Rangers e l’Auxerre, uscendo poi ai sedicesimi di finale con l’Espanyol.

2007-2010

L’ALTALENA FRA SERIE A E B

L’estate 2007 segna l’addio di Cristiano Lucarelli, che va in Ucraina allo Shakhtar Donetsk, e apre una stagione che finirà con la retrocessione in Serie B. Ma il purgatorio dura solo un anno, l’Associazione sportiva Livorno vince i playoff e si gode le magie di Alino Diamanti, devastante con le sue giocate durante tutta la stagione. Diamanti viene però ceduto al West Ham negli ultimi giorni di mercato pre-Serie A, così la tifoseria inizia ad allontanarsi dalla società e alla fine gli amaranto tornano in B dopo appena dodici mesi.

2012

LA TRAGEDIA MOROSINI

Il 14 aprile 2012 è il giorno più tragico della storia amaranto: a Pescara, il centrocampista Piermario Morosini si accascia durante la partita e muore in campo. Il lutto colpisce tutto il mondo dello sport. Il Livorno, segnato dalla tragedia, riesce comunque a centrare la salvezza in extremis e un anno dopo – più o meno con la stessa squadra, affidata al tecnico Davide Nicola e con giocatori di spessore come Andrea Luci, Emerson e Paulinho – conquisterà la promozione in Serie A vincendo i playoff e dedicando il successo al Moro.

2013-2021

LA FINE DI UN’ERA

Per l’ennesima volta, la Serie A dura soltanto un anno e la società di Aldo Spinelli entra in un tunnel che la porterà in C alla fine della stagione 2015/16. Ci saranno anche altre soddisfazioni come la promozione in Serie B del 2018 e la successiva salvezza tra i cadetti grazie anche al ritorno di Diamanti, ma ormai il grande ciclo è finito.

Il campionato 2019/20, l’ultimo con Aldo Spinelli al vertice, è un disastro e si chiude con la retrocessione in Serie C. A questo punto la maggioranza dell’As Livorno viene ceduta ad alcuni soci piemontesi che saranno protagonisti di una delle stagioni più nere della storia amaranto: stipendi non pagati, penalizzazioni, retrocessione fra i dilettanti e un finale che porterà prima alla messa in liquidazione dell’As Livorno e poi al rigetto della domanda di iscrizione al successivo campionato di Serie D.

2021-OGGI

LA RINASCITA CON L’US LIVORNO

Nell’estate 2021, la città di Livorno rischia di ritrovarsi senza una squadra che la possa rappresentare nella nuova stagione sportiva. L’intervento del sindaco Luca Salvetti diventa fondamentale per dare un futuro ai colori amaranto: l’amministrazione comunale apre una procedura esplorativa per trovare imprenditori interessati e alla fine la scelta ricade su Paolo Toccafondi, pratese, al vertice dell’azienda di famiglia Koinè Spa, leader nel settore della logistica e dei trasporti.

La nuova società, grazie a un accordo con l’ex presidente del club amaranto Enrico Fernandez Affricano, può usufruire del marchio storico con la denominazione Unione Sportiva Livorno 1915. La squadra viene iscritta al campionato toscano di Eccellenza, la quinta serie italiana, e vince il proprio girone, ma gli spareggi regionali e nazionali sono due delusioni. La promozione in Serie D arriverà comunque tramite la giustizia sportiva, visto l’illecito sportivo del Figline nel triangolare finale tra le vincenti dei tre gironi toscani.

La corsa nel campionato di Serie D 2022/23 si interrompe ai playoff, ma è comunque una stagione da ricordare grazie al capitano Andrea Luci che – in occasione della partita Us Livorno-Trestina del 16 aprile 2023 – diventa il calciatore con il maggior numero di presenze con la maglia amaranto, superando le 369 di Mauro Lessi. Il 5 maggio 2023 viene invece ratificato il passaggio di proprietà a Joel Esciua, imprenditore di origini brasiliane, che punta a riportare subito l’Us Livorno tra i professionisti.

BALDI E FIERI

109 ANNI DI STORIA
29 CAMPIONATI DI SERIE A
1 PARTECIPAZIONE ALLA COPPA UEFA

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AMARANTO FIN DA PICCOLI

I nostri ragazzi nelle scuole elementari di Livorno

Credit immagini: Foto Novi Livorno

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